Oggi purtroppo tantissime persone non sono felici. La gran parte di loro si sente bloccata in situazioni da cui non vede una via di uscita. Può essere un lavoro che non soddisfa ed è continuamente causa di stress, di delusioni, di blocco della propria creatività. Oppure può essere una situazione affettiva: un rapporto che non funziona più da anni, in cui non ci sente visti, amati, considerati, apprezzati, dove non c’è più fuoco, ma solo abitudine. Oppure ancora si vive una solitudine affettiva che fa soffrire.
Le soluzioni
Quando non sei felice e c’è qualcosa che non va nella tua vita puoi fare tre cose:
1. Non sei capace
Una delle cose più frequenti che vivono le persone che si sentono bloccate in una situazione stagnante è credere di non potere fare nulla. “Non sono capace”, “Chi ce la fa è più bravo di me”, “Non ho le competenze”, “Non sono all’altezza”, “Tanto è inutile”, “Non ho più l’età”, “Dovevo farlo prima, ora è troppo tardi”.
E’ la situazione più frequente e la più dolorosa, quanto sbagliata. Chi ha tutti quei pensieri limitanti è solo il Sé istintivo, la componente emozionale e lo crede per tutti i suoi vissuti. Ma qualsiasi convinzione si può cambiare se impariamo a comprendere quella parte e a comunicare correttamente con lei. Fermarsi per paura del cambiamento è la morte dell’anima.
2. La soluzione “comoda”
Questa è la casistica che fa diventare ricchi molti “guru” che offrono soluzioni facili e veloci al malessere delle persone. Ce ne sono in giro veramente tanti e ovviamente fanno leva sul dolore e sulla voglia di risolvere facilmente e velocemente. Questo è anche un limite della nostra società. Ci fanno credere che si può comprare tutto e che pagando si può risolvere qualsiasi questione. Ne ho incontrate tante di quelle persone. Hanno fatto corsi su corsi, sempre pronti a credere al video o al messaggio affascinante che promette miracoli. magari qualche tecnica funziona…nel breve periodo. Poi però, passano i mesi e la persona si ritrova al punto di prima, o quasi. Hai presente il criceto che continua a girare nella ruota e si ritrova sempre li? Sempre lì, nella ruota e la sua vita, alla fine non cambia mai?
3. La scelta matura e consapevole
La cosa più importante che dovremmo accettare è che il caso non esiste e che siamo i creatori (nel 99% dei casi, inconsapevoli) della nostra realtà. Punto.
Cosa vuol dire? Vuol dire che tutto ciò che viviamo dipende da cosa c’è dentro di noi. Se dentro di noi c’è pace interiore, sicurezza, amore, autostima, tutto andrà sempre per il meglio e vivremo una vita appagante e felice. Ma se dentro di noi ci sono ricordi dolorosi e memorie cellulari di esperienze infantili di solitudine, di abbandoni, di critiche, di giudizi, di solitudine, quelle ferite hanno sicuramente creato una serie di convinzioni inconsce sulla vita che non possono essere molto positive. Non solo, facilmente quelle esperienze hanno creato un substrato emotivo chiuso, ribelle, ambizioso, demotivato, bisognoso e così via. Quella componente emotiva è ovviamente entrata in conflitto con una mente che sarà portata a giudicare, a criticare, a desiderare e a pretendere e ciò che viviamo altro non è che la conseguenza di quei conflitti.
La nostra coscienza superiore, quella che la scienza chiama metacognizione, è la nostra componente spirituale, l’anima incarnata, che non ha scelto a caso il nostro corpo, i nostri genitori e le esperienze che ci hanno fatto vivere. Il caso non esiste e tutto ciò che viviamo sono le lezioni che l’anima ha scelto di sperimentare per la sua evoluzione. La nostra coscienza superiore, quella che chiamo Io osservatore, ha il compito di integrare le altre componenti che sono in noi: quella emotiva e quella mentale, ma fa fatica perché è ancora identificata con quelle parti. Per questo diciamo “sto male”, “sono infelice”, piuttosto che “sono innamorato” e così via.
Ci ho messo una vita a creare il metodo IWAY, prima di tutto per me stesso. In vent’anni ha già aiutato migliaia di persone a trovare integrazione e pace dentro di sé. Come? Prima di tutto con la strategie e le tecniche per risvegliare e consolidare l’Io Osservatore, l’unica coscienza in grado di prendersi cura e integrare le altre parti. Poi facendo si che l’Io osservatore diventi un vero e proprio Maestro interiore in grado di conoscere e amare la componente fisica, emozionale e mentale, di rieducarle per lasciare andare tutte le abitudini e i comportamenti improduttivi e poi acquisire convinzioni e fiducia e sicurezza capaci di attirare una vita nuova, più consapevole, matura, appagante e felice.
Il primo passo verso di te
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