Antonio Origgi

Non scappare dal dolore

Il dolore fa parte della Vita, è qualcosa di naturale ed è indispensabile per la gestione delle relazioni. la Vita non è stupida e tutte le emozioni sono state generate per permettere l’evoluzione di tutti gli esseri su questo pianeta.

Il problema oggi è che per molti il dolore è quasi diventata una patologia ed è diventato normale tentare di non sentirlo. Eppure, non si scappa e più si cerca con intensità ciò che manda via il dolore, più lo attiriamo.

Perchè il dolore diventa patologia

Il dolore spesso diventa una patologia a causa dell’attaccamento e l’attaccamento nasce da un vuoto interiore.

Se avessimo ricevuto l’amore, le attenzioni, il tempo, le gratificazioni, le coccole, di cui tutti i cuccioli hanno bisogno, nel Sè istintivo non ci sarebbe quel vuoto che genera l’attaccamento e le persone avrebbero raggiunto quella che si chiama “maturità emotiva”.

Purtroppo nella nostra società, più che secoli fa, il vuoto affettivo è presente e da quello nascono i bisogni e i desideri ossessivi: voglio un amore per tutta la vita, voglio avere successo e così via.

Voglio avere un amore per tutta la vita significa: ho bisogno di amore, ho paura della solitudine, ho paura dell’abbandono, senza amore posso morire dentro… Quel vuoto, che genera il dolore, in realtà nasconde una grande lezione e più voglio fuggire da ciò che temo, e più lo attiro.

Vale per l’abbandono e allo stesso modo per i soldi, il benessere e tutto ciò che non ti fa sentire quel vuoto, quel dolore di fondo, che senti dentro.

Scappare dal dolore

Ci sono molti modi per scappare dal dolore e, ovviamente sono nati tantissimi guru che spiegano come non sentirlo. Alcuni arrivano addirittura a dire che il dolore non serve e così ti insegnano metodi e tecniche, rubate alla psicologia, per non sentirlo. La maggior parte di queste tecniche si basano sulla desensibilizzazione e sullo spostamento della percezione fisica del dolore, da quella parte dove lo si percepisce ad altre parti del corpo.

Ci sono tuttavia tanti modi per non sentire il dolore: dall’alcol, alle droghe, dal super lavoro, allo shopping, al sesso, agli amici, fino all’uso ossessivo dei social.

Sono tutti modi che funzionano nel breve periodo, anche per qualche anno, ma la Vita non è sciocca.

Siamo solo mammiferi?

Se riconosciamo in noi una coscienza in più rispetto a quelle di tutti i mammiferi (Sé fisico, Sé istintivo e Sé mentale), se sentiamo in noi la presenza dell’Io osservatore, allora riconosciamo di essere anime incarnate e di essere scese sulla Terra per un motivo preciso: evolvere. L’evoluzione non passa dalla fuga dalle emozioni che non ci piacciono, perché ciò che non ci piace in realtà rappresenta proprio la lezione che abbiamo scelto di apprendere in questa incarnazione.

L’evoluzione passa solo attraverso l’integrazione delle emozioni

L’evoluzione passa solo attraverso l’integrazione di tutte le emozioni, non dalla fuga da esse. Le nostre lezioni sul pianeta Terra riguardano proprio la comprensione che tutto è Energia in manifestazione, quindi che tutto, comprese le emozioni che non ci piacciono, sono una manifestazione della divinità che chiede di essere riconosciuta e amata.

A volte crediamo di essere grandi perchè siamo riusciti a raggiungere qualche traguardo, magari proprio evitando certe emozioni, Magari crediamo di poter scegliere noi la nostra vita, ma tanto più lo pensiamo, più siamo marionette tirata da fili invisibili e quei fili ci porteranno sempre alla lezione che cerchiamo di evitare.

Gioco o dramma?

La vita è un Grande Gioco, ma spesso la viviamo come un grande dramma e la differenza tra il Gioco e il dramma è solo nell’identificazione con il personaggio della rappresentazione.

Evolvere significa riconoscere chi siamo e imparare a disidentificarci dalle coscienze inferiori del mammifero umano, per stabilizzare la presenza della nostra coscienza superiore, l’Io osservatore.

Ecco una frase che, come Maestri, potremmo insegnare alle nostre coscienze inferiori, soprattutto al Sè mentale, col quale siamo sempre identificati:

“Accetto il dolore perché è parte integrante della Vita, esattamente come la gioia. Lo onoro e lo accolgo come onoro e accolgo la gioia, perché onoro e scelgo la Vita. Sempre”

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