Ieri parlando con un’amica del Maestro interiore mi sono reso conto che tante parole e tanti concetti che per me sono estremamente chiari, come la coscienza, non lo sono altrettanto per molte persone.

Stiamo parlando di coscienze. E già qua dovrei fermarmi perché non per tutti è chiaro cosa significhi questa parola, ancora di più cosa significhi piano di coscienza.

Proviamo ad aiutarci? Volete provare a scrivermi qual è per voi il significato dei due termini?

Ma non è di questo che volevo scrivere. Vorrei spiegare cosa significa per me il concetto di Maestro interiore.

 

Partiamo dal basso

Spero non ci siano dubbi nel riconoscere le tre coscienze che appartengono a tutti i mammiferi: il Sé fisico, la coscienza di qualsiasi cellula, di qualsiasi organo e di qualsiasi corpo, che ha come obiettivo la sopravvivenza fisica; il Sé istintivo, la coscienza riconoscibile in tutti i mammiferi, compreso l’essere umano, che sotto la spinta della sopravvivenza gestisce tutte le relazioni e soprattutto i rapporti affettivi attraverso le emozioni; il Sé mentale, presente in tutti i mammiferi ma evidente solo nei più evoluti, come le scimmie e l’essere umano, che, sotto la spinta della sopravvivenza, mediata dalle emozioni, mira al raggiungimento degli obiettivi più personali attraverso il pensiero.

 

Tutte e tre le coscienze inferiori hanno come obiettivo ultimo la sopravvivenza perché la vita terrestre deve sopravvivere e moltiplicarsi.

Nell’essere umano è presente una coscienza in più che ha un obiettivo completamente diverso. È la parte dell’anima che si è incarnata per sperimentare la densità e il piano delle emozioni.

Per anima intendiamo un essere più evoluto che può appartenere a migliaia di categorie: dagli abitanti di altri pianeti che hanno ancora una forma simile a quella umana ma senza la densità della materia, fino alle schiere più alte degli esseri di luce. Tutte le anime, a qualunque categoria appartengano, stanno comunque evolvendo verso l’Uno perché quella è la spinta primaria che muove tutte le coscienze e l’evoluzione passa attraverso la conoscenza e l’integrazione dei piani inferiori. Ecco perché tutte le anime prima o poi vogliono incarnarsi (non solo sul pianeta Terra).

 

 

Il Risveglio

Dunque, quando l’anima si incarna, non è che entra completamente nel corpo fisico. L’anima è sempre un essere multidimensionale per cui solo una sua parte entra nella materia del corpo umano. Nel momento in cui entra in un corpo, per quella parte di anima è un trauma perché nella densità della materia perde completamente la consapevolezza di chi è.

Durante tutti i cicli di incarnazione l’anima incarnata piano piano inizia il suo processo di risveglio e da quel momento la chiamiamo Io osservatore, perché quando è sveglia può osservare le sue coscienze in azione. Può osservare come sta il corpo, può osservare le emozioni del Sé istintivo, può osservare tutti i pensieri più o meno razionali del Sé mentale.

 

Qual è il compito dell’Io osservatore? Quello di svegliarsi sempre di più per comprendere tutte le dinamiche della Vita materiale, per comprendere, da ultimo, che tutto è Coscienza e Energia in manifestazione, dai sentimenti più elevati fino alle emozioni più basse.

Nel momento in cui l’Io osservatore comincerà a essere sempre più sveglio, riuscirà a fare evolvere anche le coscienze inferiori, così potrà educare il Sé istintivo a riconoscere che siamo tutti sorelle e fratelli e il Sé mentale ad espandere il suo pensiero fino ad includere infinite possibilità. Più le coscienze inferiori evolvono e più la densità della materia diminuisce così che l’Io osservatore riuscirà a contattare sempre più spesso l’anima fino a riconoscersi totalmente in lei e a concludere il ciclo di incarnazioni.

 

Il Maestro interiore

Cosa c’entra dunque il Maestro interiore? Quando ho scritto sopra che l’Io osservatore deve educare le coscienze inferiori, è come se diventasse il loro maestro. Un vero maestro interiore. Ecco perché più volte ho usato quel termine al posto di Io osservatore. Però quel termine ha tratto in inganno alcune persone perché hanno inteso che il maestro interiore è qualcosa di diverso dall’Io osservatore, qualcosa di saggio come l’anima. In realtà non è così.

 

Come ho scritto sopra, più L’Io osservatore si sveglia e più e vicino all’anima e quindi può vivere momenti di saggezza, di amore incondizionato e vivere esperienze fuori dal normale. Ma è un processo, per cui tornerà nella nebbia della materia e ancora si identificherà con le coscienze inferiori. È sempre lui, l’Io osservatore che a volte è centrato e presente come un vero maestro, altre volte dorme e si identifica col corpo, con le emozioni, con la razionalità, altre volte è sveglio ma non ha sufficiente energia per governare le coscienze inferiori.

Ecco, quando e se mi capiterà di usare ancora il termine di Maestro sarà per esortare lui, l’Io osservatore, a prendere coscienza della sua identità e origine, per disidentificarsi dalle coscienze inferiori e comprendere il Gioco della Vita. Solo così potrà svolgere il suo compito di maestro per aiutarle a evolvere e per portare sempre più Luce nella materia.

 

Oltre alle tre coscienze inferiori, nell’essere umano c’è solo l’Io osservatore? In realtà c’è molto di più, ricordate il detto: come in alto, così in basso?

Quel qualcosa di più è la Vita stessa, ma è solo quando l’Io osservatore è abbastanza sveglio che può rendersene sperimentalmente conto e agire di conseguenza.

Spero di non essermi dilungato troppo e, soprattutto, di avere chiarito questi concetti a me così cari

Altri articoli che potrebbero interessarti