L’Albero della Conoscenza di sSé è un tassello molto importante per mettere le basi di una profonda guarigione e di un profondo benessere.

L’Albero della Conoscenza di Sé è la fotografia completa di quello che siamo rispetto ai nostri aspetti disfunzionali, alle difficoltà che incontriamo, ai comportamenti e agli automatismi improduttivi che non riusciamo a controllare e che generano incomprensioni, ai pensieri ossessivi, alle reazioni emozionali che ci disturbano o che non ci piacciono e anche alla nostra salute, magari non perfetta.

Tutto ha un perché, tutto ciò che noi siamo dipende dal passato, dalle credenze e dagli automatismi che hanno origine fin dai nove mesi di gestazione e anche oltre, come l’epigenetica ha dimostrato.

In noi ci sono tante qualità e tanti punti di forza di cui  siamo grati, ma  quando abbiamo delle difficoltà potrebbe essere indispensabile fare pace col passato, soprattutto quando a livello inconscio c’è ancora del rancore nei confronti di chi ci ha ferito, anche se spesso a livello razionale non ne siamo coscienti. Come diceva Jung,  se l’inconscio se non viene portato alla coscienza lo chiamiamo destino. Per questo spesso è fondamentale conoscere il nostro Albero della Conoscenza di Sé.

Anche se a volte non è indispensabile, conoscere da dove arriviamo è importante e l’Albero della Conoscenza di Sé è uno strumento perfetto perché ci aiuta a vedere esattamente l’origine di tutto ciò che vorremmo cambiare in noi. È  un albero, quindi nelle radici riconosciamo la causa dei problemi e di ciò che siamo e poi vediamo nelle foglie i risultati, cioè l’effetto ultimo, che può essere una scenata di gelosia, un pensiero ricorrente, una difficoltà a parlare in pubblico, un attacco di rabbia nei confronti dei figli, l’incapacità di gestire una relazione o il sentirsi umiliati, insicuri o incapaci quando facciamo fatica a fare qualcosa.

Avere ben chiaro l’Albero della Conoscenza di Sé è uno straordinario strumento di auto conoscenza e ci aiuta a pianificare il processo di trasformazione e guarigione delle nostre coscienze interiori.

Il primo passo per costruire l’Albero della Conoscenza di Sé è la storia personale scritta in modo emozionale. Quello che potete fare, quando avete una un’oretta di tempo e siete tranquilli è scrivere come fosse una lettera che inviate a un amico o un’amica, in cui vi sfogate di quello che avete passato durante la vostra infanzia. Ovviamente in questo caso occorre scrivere solo ciò che vi ha fatto soffrire, non le cose belle che pure ci sono state.

Iniziate  con una preambolo dove spiegate la situazione in cui siete stati concepiti: i vostri genitori erano sposati? Avevano già altri figli ? Da quanto erano sposati? Vivevano da soli o magari nella casa di uno dei nonni? Economicamente come stavano? Avevano una casa di proprietà in affitto? Avevano un buon lavoro o facevano fatica a mantenersi e vivevano nella preoccupazione economica? In questo caso un figlio poteva essere un problema a livello economico per il sostentamento della famiglia.

Come è stata la gravidanza? Certo, queste cose non potete saperle perché è difficile che ricordiate ma in alcuni casi possono esserci stati di racconti, oppure  potete chiedere a vostra madre.

È importante sapere se mamma era preoccupata, aveva paura o ha avuto delle difficoltà di salute o altro. Che emozioni può aver vissuto durante la gravidanza? Poi, parto in ospedale o a casa? Siete stati vicini a mamma o vi hanno messo subito in una stanza lontani da lei?

Vi ha allattato al seno? Ricordate se vi teneva in braccio o no?

Che ambiente c’era in casa, i genitori erano felici, contenti, si abbracciavano, oppure litigavano spesso? C’era il papà in casa, fisicamente ma soprattutto emotivamente?

Siete andati presto all’asilo o lasciati per lunghi periodi dai nonni?

Mentre scrivete la storia ciò che conta sono le emozioni che avete provato, scrivetele tutte. Se invece non riuscite a provarne o a ricordare cosa avete provato, potete immaginare un film in cui il protagonista è un piccolo bambino che vive le stesse esperienze che voi avete vissuto. Cosa potrebbe provare quel bambino?

Continuate la storia fino almeno ai 13 anni, compresi il periodo dell’asilo e le prime scuole. Come era il rapporto coi compagni e le maestre? Quali erano le emozioni dominanti e quali sono stati gli eventi più traumatici e importanti?

La storia personale è il primo step che individua le radici dell’Albero, da li si possono poi ricavare il tronco e i vari rami che producono quotidianamente le foglie e i frutti della vostra vita. Ma quella è un’altra storia.

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